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Venezia: Supporters Direct dà il la alla Public Company
Scritto da Franco Bacciolo (Vesport)
Martedì 11 Maggio 2010 22:39
Il vero coup de theatre é arrivato con linatteso intervento di Chris Wayman, un signore inglese che vive a Venezia da alcuni anni, socio azionista e cofondatore, assieme ai figli, della rinata Wimblendon attraverso lazionariato popolare della public company. Una public company costituitasi dopo turbolente traversie che, per molti aspetti, ricalcano quelle passate in laguna negli ultimi anni. Mr. Wayman ha raccontato velocemente la storia recente del club londinese. Ed è la stessa storia che Stefano Faccendini, scrittore italiano e professionista che vive a Londra, ha esposto e spiegato nelle sue vesti di rappresentante di Supporters Direct, unorganizzazione di livello europeo, sostenuta dalla stessa Uefa e dalla Comunità Europea, che ha il compito di supportare iniziative di riscrittura etica e sociale dei club di calcio presenti nel continente. Con lui, lavvocato Diego Riva di Milano, ugualmente rappresentante di Supporters Direct che è entrato nel merito tecnico-pratico delle iniziative intraprese e che si intendo intraprendere da parte dellorganizzazione. Sempre nello spirito del fondamentale riconoscimento della appartenenza dei sostenitori al club stesso. Su tale lunghezza donda è veleggiato il dibattito che ha visto direttamente partecipe la Società Fbc Unione Venezia, grazie al forte intervento del Presidente Mauro Pizzigati che, nel dichiararsi convinto della bontà dellidea della public company, è stato preciso e pragmatico, sia nel sottolineare lassoluta necessità che ci sia la puntale e seria presenza dellimprenditoria che deve apportare la maggior parte del capitale, oltre a quello che potrà dare lazionariato popolare, sia che debba esserci la presenza dellamministrazione civica (attenta e vigilante) fornitrice di servizi. Sia, infine, che la partecipazione della tifoseria sia la più ampia e completa possibile. Il Presidente Pizzigati ha, in pratica, confermato le linee guida del progetto Venezia United, nato spontaneamente durante il periodo di vuoto conseguente al fallimento in epoca Luigi Gallo (2005). Un progetto poco capito allepoca ed equivocato come se la tifoseria avesse pensato di essere in grado di reggere per conto suo ed in toto il peso economico ed organizzativo di unentità così costosa e complessa. In realtà il progetto si basa sul principio sociale di coinvolgimento ed appartenenza che, troppo spesso nel calcio, un uomo solo al comando (gli esempi in questo mondo sono infiniti) ha pensato di poter escludere. Lintroduzione alla serata lha fatta lo scrittore e tifoso lagunare Roberto Ferrucci. Mentre lesposizione delle intenzioni, di realizzare la fase due dalla nascita del Fbc Unione Venezia, è stata puntualizzata dal presidente del Cus Venezia (che ha ospitato il dibattito), Franco Vianello Moro. Numerosi gli interventi tra cui quelli di Giorgio Crovato, del già citato Chris Wayman, di Francesco Peverieri e di Paolo Poggi che, con grande piglio, ha invitato la nutritissima platea (oltre 150 partecipanti) a compiere un gesto di immediata adesione pratica a cui far seguire passi concreti. Il Presidente Pizzigati ha messo a disposizione la possibilità di calendarizzare insieme un elenco dettagliato di incontri operativi per far avanzare lidea da tramutare in progetto. Alla fine è stato deciso di costituire un gruppo ristretto di lavoro a cui parteciperanno alcuni degli organizzatori della serata. Una serata a cui hanno partecipato anche il presidente del Coni di Venezia, Renzo De Antonia, lamministratore delegato del Fbc Unione Venezia, Ignazio Guerra, con un messaggio di adesione il Vicesindaco, Sandro Simionato, molte personalità del mondo civile veneziano, lallenatore arancioneroverde Paolo Favaretto, il suo vice Nicola Marangon, il capitano Mattia Collauto con Massimo Lotti, Filippo Vianello, Luca Di Prisco e i grandi ex Paolo Poggi e Manolo Gennari.