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Il destino della famiglia Sensi nelle mani di Mediobanca (Milano Finanza)
Mercredi, 25 Novembre 2009 22:32
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(Fonte - Milanofinanza.it) - Il destino della famiglia Sensi è tutto nelle mani di Mediobanca. Gli azionisti di riferimento di Compagnia Italpetroli, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza da fonti vicine al dossier, hanno affidato alla merchant bank presieduta da Cesare Geronzi il mandato per la cessione di tutti gli asset in loro possesso.

Piazzetta Cuccia deve quindi gestire ora non solo la valorizzazione della Roma, ma anche la cessione delle attività immobiliari e di quelle di stoccaggio. Una scelta maturata recentemente, dopo che il precedente tentativo (il mandato a Lazard) era terminato a luglio con un nulla di fatto. Da Mediobanca in questi giorni sarebbero già partiti alcuni confidential agreement diretti a potenziali investitori interessati: si tratterebbe di 4 o 5 operatori tra gruppi industriali e fondi di private equity italiani. Per ora non sono arrivate manifestazioni di interesse certe  agli uomini di Piazzetta Cuccia che gestiscono il dossier Italpetroli.

Questa è l’ultima mossa messo in atto da Rosella Sensi per cercare di risolvere il problema del pesante debito della holding, partecipata al 49% da Unicredit, dopo che anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha espresso dubbi sul salvataggio del gruppo e in particolare sul futuro della squadra di calcio, l’unico asset davvero appetibile sul mercato. Per questo, in ambienti finanziari e sportivi si sostiene che per risolvere la questione si stia muovendo Giovanni Malagò, presidente del Circolo Canottieri Aniene e da sempre vicino alle istituzioni politiche e bancarie della capitale. Malagò starebbe cercando di dare vita a una nuova cordata di imprenditori, alternativa a quella che stanno mettendo in piedi gli Angelini, attivi nel settore farmaceutico, che potrebbe coinvolgere industriali del Centro-Sud Italia. Il progetto è ambizioso sebbene di non facile realizzazione, anche se potrebbe essere l’unica soluzione percorribile visto che i Sensi, storicamente, non hanno buoni rapporti con la famiglia Angelini.

Se non sarà facile trovare soggetti interessati ai business dello stoccaggio e del mattone (il sito di Torrevecchia è prestigioso ma legato a vincoli comunali), non è da escludere un’accelerazione sulla Roma. Anche perché Unicredit vuole stringere i tempi, tanto che non contrasterà alcuna vendita a patto che avvenga a prezzi congrui. Nel frattempo, sul fronte legale prosegue lo scontro tra la banca e la famiglia Sensi. L’arbitrato per la risoluzione del patto di riscadenziamento del debito di Italpetroli è in corso e manca ancora il nome del terzo giurista indipendente da affiancare a Romano Vaccarella, nominato dalla famiglia Sensi, ed Enrico Gabrielli, indicato da Unicredit.

 

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