No tranlation is available for this content. Sorry.
Vado allo stadio da una vita, innamorato della Roma e dei suoi colori. Da quattro anni però la mia esistenza è cambiata. Continuo ad andare allo stadio, in casa e, a volte, anche in trasferta ma con qualche difficoltà in più. In seguito ad un incidente sulla neve infatti, sono costretto a muovermi con stampelle e tutori o con la sedia a rotelle.
Chi mi è stato vicino dice che, nonostante isolati momenti di sconforto penso normali, ho reagito e combattuto sin dal primo giorno rifiutando di entrare in una spirale di pessimismo e autocommiserazione. Nonostante essere stato costretto ad iniziare di fatto una nuova vita, ho voluto mantenere intatte le mie abitudini e le mie passioni, tra cui, appunto, la Roma e lo stadio.
Certo, le mie domeniche, per così dire, sono cambiate. Ho dovuto lasciare la curva per andare nel settore destinato ai disabili, uno dei miei amici di sempre è diventato accompagnatore, non scatto in piedi quando segnamo, non mi sposto in fretta quando sarebbe opportuno farlo.
LOlimpico in sé non è male dal mio punto di vista, dal punto di vista di chi non può muoversi liberamente. Cè un apposito parcheggio, che è molto vicino alla entrata riservata ai disabili, i posti dentro sono segnati e grandi e la visuale è più che buona. Ho avuto la fortuna di visitare molti altri impianti sia in Italia che allestero e, se da un lato abbiamo ancora parecchia strada da fare per raggiungere esempi di integrazione architettonica come lOld Trafford, dallaltro non posso sicuramente lamentarmi. Il problema purtroppo, mi duole dirlo, spesso è rappresentato dal comportamento di alcune persone.
Non è raro vedere gente perfettamente normale usare il permesso disabili di qualche parente/amico per parcheggiare nello Stadio dei Marmi occupando spazi di chi magari deve farsi cento metri in più tra mille difficoltà. Quasi sempre quando arrivo al mio posto, numerato, trovo gente che sta lì in piedi e si sposta quasi sbuffando quando faccio presente che quello è il mio posto. O cè chi cerca di entrare dal tornello a noi abilitato per saltare la fila agli altri cancelli. Per non parlare del fatto che ormai da anni, prima e durante i derby, i tifosi delle due squadre decidono di affrontarsi in Tevere senza tenere conto per un momento che ci sono persone per forza di cose in balia degli eventi (cosa che tra laltro mi è successa a Milano dopo una finale di Coppa Italia contro lInter).
Lo stesso servizio da parte della società Roma in fatto di informazioni sui settori disabili e rilascio biglietti per le partite potrebbe essere migliorato. Infatti non capisco perchè per vedere una partita i biglietti per il nostro settore possono essere rtirati solo nei roma store, quando si potrebbero acquistare tranquillamente nelle ricevitorie autorizzate come fanno altre società rendendoci la cosa molto più agevole .
Comunque sono lieto di sentire che lAssociazione in via di formazione abbia a cuore i problemi dei tifosi diversamente abili. Voglio continuare ad andare allOlimpico e a macinare chilometri, riuscirlo a fare con più comodità e più facilmente sarebbe un segno di civiltà e una prova che a Roma ci si sta muovendo nella giusta direzione.
 |