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La rivoluzione deve partire dal ventre del popolo. Un popolo unito
Écrit par WalterCampanile   
Mercredi, 16 Décembre 2009 11:23
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Le consultazioni per la creazione dell'Assemblea Costituente procedono e tra qualche giorno daremo anche notizia dei nomi dei primi membri che faranno parte di questo primo nucleo giallorosso.
Oltre a questo anche la seconda fattibilità giuridica, ovvero quella specifica per il caso Roma, è già a buon punto ed insieme ad essa stiamo sviluppando anche un piano di lavoro per i prossimi tre anni per meglio individuare obiettivi a breve, medio e lungo termine.
Informarvi circa gli sviluppi del progetto mi sembra doveroso e necessario, ma l'argomento di queste prossime righe sarà un altro, ovvero la necessità di cambiare mentalità.

E' conclamato che il popolo giallorosso non riesce a domare l'altalena emozionale che porta a pensare alla retrocessione e pochi secondi dopo alla vittoria della Champions League. E' conclamato che in Italia ci sono ciunquanta milioni di allenatori, ma a Roma abbiamo anche qualche milione di avvocati, commercialisti e operatori di borsa che, molto spesso, parlano con le parole di altri, magari ascoltate alla radio, in tv o lette su qualche quotidiano.
Tutto questo è folcroristico, tutto questo è affascinante, ma allo stesso tempo tutto questo è inutile e deleterio per il nostro futuro. La realtà dei fatti dice che nella nostra storia sono stati veramente pochi i momenti in cui siamo rimasti concentrati su un obiettivo, pochi sono i progetti che siamo riusciti a concludere, poche, o meglio pochissime, sono le vittorie ottenute grazie ad una attenta programmazione del proprio lavoro.
Non possiamo lamentarci se la nostra squadra durante i novanta minuti concede dei momenti di gioco all'avversario più per un cedimento mentale che per una supremazia tecnica. La mentalità della squadra rispecchia quella dei propri tifosi e viceversa; non si può pensare di creare un club, un organico vincente, capace di rimanere concentrato sull'obiettivo, quando l'ambiente che lo circonda è in preda alla più selvaggia bagare emozionale.
Quante volte nella stessa stagione abbiamo ascoltato giudizi negativi su un giocatore e dopo qualche giornata esaltarlo come migliore di sempre? Quante volte abbiamo vissuto momenti di sconforto quasi da retrocessione e dopo qualche domenica già si pensava allo scudetto? Tutto questo è inutile.
Io sogno una Roma vincente e quando dico "vincente" non è certo riferito al risultato di un derby: vincente significa essere in grado di competere con tutti i club europei per alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie e rimanere leader nel proprio campionato.
Sono consapevole che il calcio è passione, è amore, è irrazionalità e che molto spesso le emozioni prendono il sopravvento sulle idee, ma una cosa è il calcio giocato e la faziosità che ne scaturisce ed una cosa è l'energia e la concentrazione necessaria per portare avanti un progetto.
Da questo punto di vista, e lo dico con il cuore stracolmo di amarezza, il popolo giallorosso si è sempre dimostrato molto provinciale ed incapace di vincere grandi competizioni perchè già con le briciole la propria fame di vittoria è venuta meno. Quante volte abbiamo festeggiato vittorie intermedie come se avessimo vinto la competizione finale?
Questo atteggiamento mentale deve essere la chiave di svolta del nostro futuro. Qui a Roma si vuole vincere e questo deve essere il primo messaggio che deve essere recepito da un nuovo giocatore che mette piede a Trigoria. Qui a Roma si vuole vincere e si rimane concentrati fino alla fine. Dobbiamo cominciare a non trovare più alibi e far capire che Pierre de Coubertin non poteva essere un romanista perchè "l'importante è partecipare" è solamente la scusa dei deboli.

Un abile imperatore romano era convinto che per addomesticare un popolo, che serbava principi di rivolta, era sufficiente regalargli "pane e circo", ovvero cibo e divertimento. Per attuare quanto detto dava vita a delle vere e proprie settimane di divertimenti pubblici, portando i nostri avi a distogliere il pensiero, a dimenticare le proprie e reali esigenze.
In qualche modo tutto questo è rimasto nel nostro dna: siamo sempre stati un popolo facilmente addomesticabile che si accontenta di pulire le briciole che fuoriescono da un piatto che qualcun altro mangierà. Ora basta, è arrivato il momento di essere gli attori principali di questo banchetto.
Negli anni passati, intorno al 2005/2006, l'interesse per l'azionariato popolare venne meno quando la nostra Roma riuscì a realizzare quelle undici vittorie consecutive; un traguardo assolutamente straordinario e bello da vivere, ma allo stesso tempo totalmente inutile per la nostra storia e per la nostra bacheca. Cosa ci è rimasto in termini oggettivi di quel periodo? Perchè la communità giallorossa si riempie la bocca della necessità di portare avanti un qualche progetto solo quando le cose vanno male?
Una cosa sono i risultati sportivi, un'altra cosa sono le idee da portare avanti per un futuro più radioso: l'uno non sostituisce l'altro, anzi.
Basta sentire gli interventi della gente comune sulle radio romane o leggere i commenti lasciati su internet per capire quanto provincialismo ancora deve essere estirpato dalle nostre menti, oggi assolutamente non siamo dei vincenti.
Qualche settimana fa, quando i risultati non erano molti positivi, chiedevo agli amici giallorossi di non sperperare le proprie energie per contestare e basta. Sono sempre stato convinto che urlare con animosità il proprio rancore e amarezza senza cercare una soluzione, senza cercare di essere utile alla causa giallorossa non può generare un cambiamento stabile e duraturo e con lo stesso principio oggi chiedo di rimanere concentrati sul progetto dell'Azionariato Popolare, perchè il cammino sarà lungo e difficile e tanti saranno i picchi positivi e negativi che vivremo.
Come tutti sapete il nostro prossimo passo è l'Assemblea Costituente che avrà il gravoso compito di riunire, almeno grazie alla condivisione di pochi principi, il popolo giallorosso. Questo sarà il vero fulcro del progetto, perchè l'Azionariato Popolare non sarà mai vincente se la tifoseria non sarà unita e compatta: la rivoluzione deve partire dal ventre del popolo.
Da troppo tempo il popolo giallorosso è diviso, fazioso e dilaniato da lotte ideologiche, sociali, economiche che hanno indebolito il nostro essere, ritorcendoci contro la nostra stessa storia. Noi romani usavamo dire ed attuare il motto "divide et impera", che tradotto significa "dividi e domina", per mantenere il controllo sulle popolazioni conquistate, invece oggi, dopo centinaia di anni, siamo arrivati al punto che neanche l'amore per la nostra Roma riesce più a riunirci.

Tra qualche giorno andrò a Londra per conoscere il Trust dell'Arsenal, ovvero i supporter che hanno portato l'azionariato popolare nel club dei Gunners. Sarà mia cura girare a loro le vostre domande, le vostre perplessità e chiedere, anche a loro, un consiglio. Oggi l'Arsenal non è proprio l'ultimo club d'Europa: ha uno stadio straordinario che per tecnologia è il primo al mondo, ha un vivaio che sforna sempre nuovi talenti e, pur avendo una squadra sempre relativamente giovane, è sempre ai vertici delle varie competizioni. Loro hanno intrapreso molto tempo fa un progetto e con una mentalità vincente lo stanno portando avanti.
Ora è arrivato il momento di fare un po' di autocritica, di cambiare mentalità, di voler vincere qualcosa di concreto, di accantonare la rabbia e l'odio perchè tutto questo ci farà solamente essere divisi e vulnerabili, mentre dobbiamo comprendere che gli unici che non abbandoneranno mai la nostra amata AS Roma siamo e saremo sempre solo NOI TIFOSI,

La Roma ha bisogno di noi perchè solo grazie al popolo giallorosso riusciremo a cambiare il corso della nostra storia: l'Azionariato Popolare è il nostro impegno per il futuro della nostra Roma. Non lo dimenticare!

Commenti (6)add comment

Legio said:

...
Concordo tutto o quasi... anche se non ritengo che l'azionariato popolare sia uguale a vittoria sicura, perchè gli scudetti continueranno a rubarli i soliti noti,...senza dubbio però questo progetto ci aiuterà a rendere la vita sempre più difficile a chi rovina il calcio italiano, nonchè garantirà alla società una stabilità progettuale ed economica.
17 December 2009

Walter.Campanile said:

...
giusto legio... sicuramente le vittorie le dovremo meritare ma almeno cercheremo di cambiare il corso della nostra storia o almeno vendere cara la nostra pelle smilies/wink.gif
17 December 2009

perunagranderoma said:

...
ciao Walter , la lotta è dura , come dici giustamente molti romanisti sono passivi ed aspettano la manna dal cielo , facciamogli capire che roma è una citta politica che non esprime grandi imprenditori tifosi come al nord e che la sua ricchezza e distribuita molto di più che al nord perchè molti vivono con i soldi della politica ( dunque nella pubblica amministrazione) e di conseguenza solo unendo un pò di questa ricchezza si può fare concorrenza a qualche grande imprenditore tifoso del nord (berluscon milan/moratti inter /agnelli juventus)
forza azionariato popolare unica reale possibilità per fare una grande Roma
21 December 2009

Walter.Campanile said:

...
Giusto. Vorrei fare una pizza tra Natale e Capodanno... almeno per i più intimi? CHe ne dici perunagranderoma?
22 December 2009

perunagranderoma said:

...
sto fuori subito , dopo ti vengo a trovare , non molliamo , ci sono tante persone che sono ancora incerte , ma si uniranno a noi Buon Natale a tutti dell' Aionariato Popolare AS Roma, siamo già in tanti e aumenteremo sempre
23 December 2009

Walter.Campanile said:

...
nel forum c'è una sezione dove ci stiamo mettendo d'accordo per una pizza e per parlare del sito internet che sarà realizzato insieme alla nostra figura giuridica.
24 December 2009

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